E alla Piramide si studia medicina
News Ev-K²-CNR
LABORATORIO PIRAMIDE DELL'EVEREST, Nepal -- La comprensione dei limiti della capacità di esercizio aerobico in alta quota. E' stato questo il tema centrale della ricerca medica che si è svolta presso il Laboratorio Osservatorio Piramide del Comitato EvK2Cnr, dal 15 al 23 aprile. Robert Naeije, ricercatore belga che ha coordinato lo studio, ci ha raccontato della loro ricerca.
"Abbiamo deciso di svolgere questa ricerca quassù perchè l'alta quota fornsice un modello scientifico ideale per questo tipo di studi", ha commentato Naeije.
"Gli studi si svolgono presso il Laboratorio Piramide dell'Everest, una struttura di supporto unica nel suo genere, risultato della grande collaborazione tra Italia e Nepal. E' l'unico posto dove sia possibile fare ricerche mediche in condizioni ottimali - continua il ricercatore - e che, oltre alle strutture mediche, offre energia, equipaggiamento, cibo e alloggio".
"L'obiettivo della nostra spedizione è stato quello di comprendere meglio la capacità di esercizio aerobico dell'uomo ad alte altitudini. Attraverso strumenti portatili di ultima generazione abbiamo fatto molte analisi. Abbiamo misurato le funzioni del cuore tramite l'ecocardiografo, le funzioni del cervello tramite risonanza agli ultrasuoni, la funzione dei polmoni tramite l'uso di apparecchi per la misurazione del respiro".
"La domanda principale che ci siamo posti è come mai la capacità del corpo umano è molto limitata quando si trova ad altitudini elevate. E questo è un problema importante - spiega Naeije - perchè molte persone vivono in alta quota, lavorano, fanno affari e si dedicano a numerose attività, come l'allevamento. E per di più ci sono anche molti turisti che si recano quassù".
"Tutte queste persone, quindi, possono avere una limitata capacità di esercizio in alta quota. E per ora la scienza non possiede ancora una spiegazione completa e definitiva che chiarisca il fenomeno. Attraverso le tecnologie portatili e le misurazioni che abbiamo fatto - continua Naeije - speriamo di giungere a una migliore comprensione di quello che accade al corpo in alta quota, della capacità di esercizio e di adattamento".
"La domanda principale a cui cerchiamo di dare risposta - conclude il ricercatore - è se, in alta quota, c'è oppure no anche un'acclimatazione di tipo cardiaco e polmonare. Molte misurazione e analisi sono proprio state mirate a comprendere questo fattore".
Il progetto, dal titolo "Effetti dell'ipertensione polmonare sulla capacità aerobica in alta quota" è stato coordinato dal dottor Naeije del dipartimento di cardiologia dell'Erasme Academic Hospital e del dipartimento di patofisiologia della Free University of Bruxelles in Belgio.
Tra gli altri partecipanti anche Vitalie Faoro, della stessa università, Sandrine Huez e Jean-Benoît Martinot del dipartimento di pneumologia del St-Elisabeth Hospital di namur, in Belgio, e Soni Srivastav dell'Institute of Medicine di Kathmandu.
Lo studio è stato svolto presso il Laboratorio Osservatorio Piramide dell'Everest che sorge a 5050 metri di quota, nella Valle del Khumbu, Sagarmatha National Park, ai piedi del versante nepalese dell'Everest. La struttura è gestita dal Comitato EvK2Cnr insieme alla Nepal Academy of Science and Technology (NAST). La lunga collaborazione ha dato vita a centinaia di missioni scientifiche.
"Gli studi si svolgono presso il Laboratorio Piramide dell'Everest, una struttura di supporto unica nel suo genere, risultato della grande collaborazione tra Italia e Nepal. E' l'unico posto dove sia possibile fare ricerche mediche in condizioni ottimali - continua il ricercatore - e che, oltre alle strutture mediche, offre energia, equipaggiamento, cibo e alloggio".
"L'obiettivo della nostra spedizione è stato quello di comprendere meglio la capacità di esercizio aerobico dell'uomo ad alte altitudini. Attraverso strumenti portatili di ultima generazione abbiamo fatto molte analisi. Abbiamo misurato le funzioni del cuore tramite l'ecocardiografo, le funzioni del cervello tramite risonanza agli ultrasuoni, la funzione dei polmoni tramite l'uso di apparecchi per la misurazione del respiro".
"La domanda principale che ci siamo posti è come mai la capacità del corpo umano è molto limitata quando si trova ad altitudini elevate. E questo è un problema importante - spiega Naeije - perchè molte persone vivono in alta quota, lavorano, fanno affari e si dedicano a numerose attività, come l'allevamento. E per di più ci sono anche molti turisti che si recano quassù".
"Tutte queste persone, quindi, possono avere una limitata capacità di esercizio in alta quota. E per ora la scienza non possiede ancora una spiegazione completa e definitiva che chiarisca il fenomeno. Attraverso le tecnologie portatili e le misurazioni che abbiamo fatto - continua Naeije - speriamo di giungere a una migliore comprensione di quello che accade al corpo in alta quota, della capacità di esercizio e di adattamento".
"La domanda principale a cui cerchiamo di dare risposta - conclude il ricercatore - è se, in alta quota, c'è oppure no anche un'acclimatazione di tipo cardiaco e polmonare. Molte misurazione e analisi sono proprio state mirate a comprendere questo fattore".
Il progetto, dal titolo "Effetti dell'ipertensione polmonare sulla capacità aerobica in alta quota" è stato coordinato dal dottor Naeije del dipartimento di cardiologia dell'Erasme Academic Hospital e del dipartimento di patofisiologia della Free University of Bruxelles in Belgio.
Tra gli altri partecipanti anche Vitalie Faoro, della stessa università, Sandrine Huez e Jean-Benoît Martinot del dipartimento di pneumologia del St-Elisabeth Hospital di namur, in Belgio, e Soni Srivastav dell'Institute of Medicine di Kathmandu.
Lo studio è stato svolto presso il Laboratorio Osservatorio Piramide dell'Everest che sorge a 5050 metri di quota, nella Valle del Khumbu, Sagarmatha National Park, ai piedi del versante nepalese dell'Everest. La struttura è gestita dal Comitato EvK2Cnr insieme alla Nepal Academy of Science and Technology (NAST). La lunga collaborazione ha dato vita a centinaia di missioni scientifiche.
