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Inquinamento atmosferico: ecco i nuovi dati di Abc Pyramid

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Il trasporto di sabbie desertiche e inquinanti sulle nevi dell’Himalaya. Il collegamento tra la circolazione degli inquinanti e monsoni. E la recente scoperta del fenomeno della “nucleazione� in alta quota. Gli ultimi risultati del monitoraggio di Abc Pyramid, la stazione di rilevamento atmosferico più alta del mondo sono stati presentati ieri dai ricercatori del Comitato Ev-K2-Cnr, al vertice asiatico sull’Atmospheric Brown Clouds, tenutosi a Kathmandu il 6 e 7 giugno.

Una sede internazionale dove, ancora una volta, è stato riconfermato il ruolo fondamentale della ricerca scientifica del Comitato nello studio della crisi climatica mondiale, proprio mentre al G8 di Berlino si discute della riduzione delle emissioni di gas serra con particolare riferimento al Sud Est Asiatico.

Il convegno "Abc consultation and awareness" è stato organizzato dall’Icimod - Centro internazionale per lo sviluppo integrato della montagna che riunisce gli otto Paesi della regione Himalayana – affinché il mondo scientifico e l’opinione pubblica condividessero i risultati delle più recenti ricerche sull’Atmospheric Brown Clouds (Abc), gigantesche nubi “marroni�, fatte di aerosol e particelle inquinanti, che infestano i cieli del Sud est asiatico e impediscono alla luce solare di raggiungere la superficie terrestre, minando il clima e i cicli naturali. Un fenomeno che è oggetto di uno dei principali progetti ambientali dell’Unep (United nations environment programme).

Aperto da Surendra Shrestha, direttore di Unep Asia e da Basanda Shrestha dell'Icimod, alla presenza di rappresentanti del Ministero dell'ambiente nepalese, il convegno è ruotato intorno ai dati atmosferici rilevati in Nepal dalle due stazioni Icimod nella Valle di Kathmandu, e dalla stazione ABC-Pyramid, installata in Himalaya ad una quota di 5.079 metri. Stazione gestita dal Comitato Ev-K2-Cnr in collaborazione con l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr)
 
Paolo Bonasoni, responsabile scientifico del progetto, ed Elisa Vuillermoz, ricercatrice del Comitato Ev-K2-Cnr, hanno presentato i risultati dell’attività di monitoraggio di Abc Pyramid, che da oltre un anno osserva e registra in modo continuativo i dati su atmosfera, inquinanti, ozono e meteorologia dell’Himalaya e dell’Asia Centrale. Dati fondamentali per gli organi di governo che devono definire i programmi di tutela ambientale e riduzione dell'inquinamento a livello globale.

Secondo quanto riferito da Bonasoni, i dati raccolti da ABC-Pyramid evidenziano una grossa differenza della qualità dell'aria nella stagione monsonica rispetto al resto dell’anno. Nel primo caso l'aria è più pulita (le concentarazione di gas e particelle inquinanti sono inferiori e piuttosto costanti), mentre nelle stagioni pre- e post-monsone si registrano valori presenze più elevati con variazioni talvolta sorprendenti anche ell’arco della stessa giornata. Negli ultimi mesi, sono stati rilevate anche particelle inquinanti e sabbie desertiche trasportate dall'India e dal Pakistan.

Bonasoni ha anche parlato della “nucleazione�, ossia la formazione spontanea di particelle solide a partire dalla condensazione di gas presenti nell'atmosfera. Un fenomeno osservato per la prima volta a cinquemila metri d’altezza nei mesi scorsi, proprio dalla stazione italiana in Himalaya.
 
La scoperta è di grande importanza, perchè introduce un elemento d'analisi in più nello studio dei mutamenti del clima. La sorgente di particelle solide nell'atmosfera, infatti, potrebbe avere effetti sulla radiazione solare, così come potrebbe influenzare la formazione di nuclei di condensazione e quindi la formazione di nuvole. Come e in che misura, lo stabiliranno le ricerche degli scienziati.

L’importanza delle scoperte e dei dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio sull’Abc ha spinto gli esperti a proporre, nel corso del summit, di aumentare i punti di monitoraggio atmosferico nella zona, per approfondire la comprensione della situazione climatica attuale e definire standard per le emissioni dannose in Nepal e in generale nelle regioni asiatiche.

Ma l'incontro di Kathmandu, oltre che un importante momento di scambio di conoscenze scientifiche, ha voluto essere anche un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’attenzione ambientale e i cambiamenti climatici. E’ stato infatti aperto al pubblico, che ha partecipato all’incontro in gran numero.

Per immagini ad alta risoluzione su Abc Pyramid, http://www.evk2cnr.org/it/node/1800