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Nuova collana di libri, Cinnabaris - series of oriental studies -

È nata, nell’ambito dell’iniziativa Ev-K²-CNR Publications, la collana di orientalistica Cinnabaris – Series of Oriental Studies, che rappresenta il frutto della collaborazione scientifica tra l’Associazione Comitato Ev-K²-CNR e l’IsIAO di Roma. L’iniziativa nasce con l’obiettivo precipuo di divulgare studi e ricerche nel campo dell’antropologia, dell’etnografia, dell’antropologia visuale, dell’archeologia, della storia delle religioni, della filologia e della storia dell’arte delle civiltà himalayane, dell’Asia centrale, meridionale e dello stesso sud-est asiatico.
La Collana, oltre che per l’elevato profilo degli studi che propone, si distingue inoltre per l’accurata veste grafica e per il largo spazio concesso agli apparati illustrativi, iconografici e fotografici.
Diretta da Martino Nicoletti, Cinnabaris è pubblicata in lingua inglese dalla Vajra Publications di Kathmandu. In questa scelta il preciso desiderio di creare nel cuore stesso dell’Asia un attivo centro di diffusione di informazioni sulla orientalistica contemporanea.
La collana, nata nel 2006, ha sino ad oggi già dato vita alle sue due prime opere e si sta arricchendo di nuove candidature da parte di ricercatori internazionali.

The Ancestral Forest ritrae una mappa accurata della cultura e vita quotidiana di questo popolo. Uno fra i molti gruppi kirati che si distribuiscono lungo le valli dell'Hongu e nelle vicine regioni del Nepal orientale. Nel volume si coglie per intero l'importanza della strategia classificatoria del mito. Sottoposto ad una approfondita interpretazione, il mito e i racconti kulunge si presentano infatti, come un ordito che in modo sottile connette gli aspetti della vita materiale, le attività domestiche, le genealogie e il mondo degli antenati, ai luoghi circostanti. La casa kulunge non è un insieme di spazi e oggetti posti a caso, ma è l'espressione compiuta di una raffinata architettura mitica, che si sovrappone al tempo e alle attività del vivere quotidiano. Un'architettura che vede la presenza, nei riti officiati, degli spiriti degli antenati, i nagi. Il libro è esempio di quanto le "culture" non siano sistemi chiusi, ma siano attraversate da dinamiche di contaminazione, rimescolamenti, prestiti, e costantemente in contatto con l'Altro. L'alterità è il fondamento dell'identità. Il passato di questo popolo, e il suo viaggio dalle giungle del Nepal meridionale alle aree montagnose del nord, trova eco e memoria nei gesti dell'importante rito del Dedam Mayam.

Shamanic Solitudes è un viaggio ai confini estremi del mondo, sulle tracce dello sciamanesimo dei Kulunge Rai del Nepal. Religione nomade e paradossale, che abita uno spaziop doppio, in cui la piatta trama della realtà è intessuta di scorci visionari. Arricchito da immagini inedite, il volume è un resoconto straordinario e "dal vivo" dei luoghi dell'esperienza sciamanica.
Sciamanizzare è viaggiare nello spazio. Generare un movimento capace di propiziare una trasformazione. Le pagine di questo libro sono la testimonianza di un confronto con la religione del paradosso. Perennemente in movimento e sfuggente. Ogni tentativo di misurarsi in profondità con la realtà dello sciamanesimo, sembra infatti essere condannato a tramutarsi in una rapida serie di passi su di una nuova, inaspettata, superficie curva.