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Ultima rilevazione: 2008-11-21 02.00.00 (UTC/GMT: +5.45) -- Temperatura esterna: -29.9 °C -- Umidità: 100 % -- Vento direzione: 290.8 > -- Vento intensità: 22.9 m/s -- Pressione: 372.1 hPa -- Radiazione solare globale: 3.2 W/m2 -- Radiazione UVA: 0 W/m2

I rapporti dei ricercatori

16 settembre 2005 - L’evento era molto atteso. E le attese non sono andate deluse. E’ partito sotto i migliori auspici il convegno scientifico sui cambiamenti globali del clima in corso oggi a Roma. Il summit, dal titolo “Montagne testimoni dei cambiamenti globali. Ricerche in Himalaya e Karakorum: il progetto Share Asia� è stato organizzato dal Comitato Ev-K2-Cnr. E riunisce i maggiori esperti mondiali del settore. 

 
convegno1617novA fare gli onori di casa, il ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia. “Partendo dal protocollo di Kyoto - ha detto - l’orientamento del governo è quello di ampliare le collaborazioni e il confronto con gli altri Paesi�. “Siamo di fronte a una grande sfida - ha aggiunto La Loggia  - di fronte a temi così importanti serve un approccio globale, per consegnare ai posteri un mondo più vivibile dal punto di vista ambientale�.

 
Poi sono seguiti gli interventi delle autorità e degli esperti.

 
Nella prima sessione si è parlato di Atmospheric brown clouds, le cosiddette nubi marroni di differente origine e composizione, fotografate dai satelliti sopra l’Asia, l’Europa meridionale, gli Stati Uniti e persino l’Amazzonia.

 
Gli esperti della Nasa hanno spiegato che il problema delle nubi inquinanti ha bisogno di ulteriori studi che mettano in campo l’osservazione satellitare, quella con stazioni sulla superficie terrestre, a bassa e alta quota, l’analisi del clima e campagne di ricerca.

 

I RAPPORTI DEI RICERCATORI

Per studiare i mutamenti dell’atmosfera e gli aerosol, la Nasa ha messo in campo una vera e propria schiera di satelliti, mentre l’Italia è fra i paesi più avanzati del mondo e dispone di 50 siti collegati al progetto Aeronet per il monitoraggio degli aerosol.

 
Tutti concordi nel pensare che un problema globale può essere affrontato solo con l’interazione di sistemi tecnologici diversi e dati condivisi.
 

Anche perché la situazione richiede ricerche molto approfondite. Secondo William Lau della Nasa “il fenomeno della nube marrone dell’Asia provocherebbe variazioni significative, ma tutte da studiare, sui regimi delle precipitazioni�.

 
Dagli studi finora effettuati emergerebbe che il regime dei monsoni asiatici stia cambiando. Non ci sarebbe più l’alternanza monsone forte/debole ma solo monsoni di debole entità. Con piogge scarse che cadono in zone diverse da quelle normalmente registrate.

 
Questo squilibrio provocherebbe, a lungo andare, una riduzione significativa della disponibilità d’acqua e di risorse idriche con danni gravissimi alle coltivazioni.