Hunza: posizionate sirene d'allarme 

Hunza: posizionate sirene d'allarme

GILGIT, Pakistan -- E' come un girone infernale! Ci stiamo inerpicando lungo un'enorme massa nera d'argilla resa scivolosa dalla pioggia. Ovunque è un via vai di portatori e mezzi pesanti accompagnati dal rombo dei martelli pneumatici. Carichi all'inverosimile i portatori scendono verso valle con in spalla pneumatici cinesi, altri salgono piegati in due dallo sforzo con enormi sacchi di farina destinati alle migliaia di persone rimaste isolate a nord della frana.

Se alziamo lo sguardo mezza montagna non esiste più, scesa a valle in pochi istanti andando a tappare il corso del fiume e spostando ad alta velocità i fini depositi lacustri che riempivano il fondovalle sino a distruggere metà del villaggio un chilometro più in basso.

Anche il villaggio posto più in alto, sul fianco destro della frana è stato colpito, franato assieme alla valanga di roccia. Oltre il culmine dello sbarramento si apre uno scenario incredibile, un lago turchese si estende per centinaia di metri a lambire le pareti di roccia verticali di un grande sperone, oltre il quale con una piega a gomito si allunga e si apre verso nord per oltre dieci chilometri.

La Karakorum Highway è ormai sommersa da tempo sotto decine di metri d'acqua.

L'unica via di comunicazione è dunque il lago, con chiatte improvvisate e barconi i tenaci abitanti della valle hanno ripristinato un rudimentale ma efficace sistema di collegamento per uomini e merci. Intanto l'esercito sta approfondendo con i buldozer un grande canale entro il corpo di frana, con l'intento di favorire la tracimazione delle acque del lago in rapida crescita, con un volume complessivo stimato attualmente in oltre 200 milioni di metri cubi che premono con forze colossali sullo sbarramento.

E' una fase critica, ancora pochi metri e il livello dell'acqua raggiungerà il canale in costruzione per poi defluire sull'altro lato. Nessuno può prevedere con certezza cosa accadrà allora.

Se gli enormi blocchi di granodiorite franati, frammisti ai depositi, riusciranno a resistere all'azione erosiva collegata dalla tracimazione, il lago potrà sopravvivere, diversamente se l'erosione e l'eventuale sifonamento entro la frana avranno la meglio potremo assistere ad un evento catastrofico. Senza più ostacoli la gigantesca massa fluida fluirebbe verso valle trasportando con se milioni di metri cubi di detriti con effetto distruttivo sino a Gilgit ad oltre 100 km di distanza.

Per questo i geologi di Focus hanno concentrato i loro sforzi nella pianificazione degli scenari di rischio, hanno informato l'intera popolazione e posizionato sirene d'allarme. In caso di evento tutti dovranno fuggire almeno 60 metri a monte del corso d'acqua.

Tre di loro si alternano 24 ore al giorno per controllare le telecamere puntate sullo sbarramento, misurare le portate dell'acqua che filtra a valle e il livello del lago. Intanto nei villaggi la vita scorre come al solito, sono preoccupati gli Hunza ma la loro storia è costellata di eventi come questo, che non sarà certamente l'ultimo sulle alte montagne del Karakorum.

Michele Comi e Chiara Calligaris



 
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