"Metodologie e strumenti per la gestione delle aree montane protette: le regioni del Monte Everest (Nepal, China) e K2 (Pakistan 

É ora disponibile online il numero speciale di Mountain Research and Development (MRD) dedicato alla presentazione dei principali risultati dell'iniziativa di partnership nata nell'ambito del Summit Globale di  Johannesburg, intitolata: ''Institutional Consolidation for the Coordinated and Integrated Monitoring of Natural Resources towards Sustainable Development and Environmental Conservation in the Hindu Kush-Karakoram-Himalaya Mountain Complex.'' Questo progetto internazionale attivo su scala locale, regionale e nazionale e più noto come "HKKH Partnership Project" (2004-2009) (www.hkkhpartership.org), è stato finanziato dalla Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri e implementato da IUCN, Ev-K2-CNR, ICIMOD e CESVI, con l'intento di creare e applicare metodologie e strumenti a supporto dei processi decisionali nella regione montana dell'Hindu Kush-Karakorum-Himalaya (HKKH).
 
Il numero speciale, che contiene una serie di articoli peer-reviewed, offre nel suo complesso riflessioni e spunti sullo sviluppo e applicazione di metodologie e strumenti decisionali a supporto della pianificazione e gestione delle aree protette, pone l'accento su una tipologia di approccio di ricerca di sistemi socio-ecologici (SES) complessi in are montane d'alta quota orientato alla gestione, e discute l'esperienza acquisita in tre aree protette in Nepal (Sagarmatha National Park and Buffer Zone - SNPBZ), Pakistan (Central Karakoram National Park - CKNP), e Cina (Qomolongma National Nature Preserve - QNNP). Nella rivista viene data ampia importanza alla necessità di condurre ricerca il più possibile management-oriented in aree montane protette, rappresentando ciò un elemento cruciale per assicurare la gestione sostenibile di questi fragili e marginali ecosistemi.

Il numero speciale si apre con un saggio introduttivo che riassume e suggerisce gli approcci gestionali, individuati dal progetto sulla base delle esperienze accumulate nella regione dell'HKKH, da adottare per sistemi socio-ecologici (SES) complessi in aree montane d'alta quota. L'articolo pone l'accento su quanto sia le problematiche ambientali che le necessità delle comunità locali debbano essere prese in considerazione durante lo sviluppo di metodologie e strumenti per la pianificazione e gestione sistemica. La partecipazione di portatori d'interesse rappresentativi, la comunicazione effettiva tra loro, la ricerca orientata alla gestione e una fase finale di istituzionalizzazione vengono descritti come ingredienti fondamentali per la creazione di prodotti in grado di offrire supporto ai processi decisionali in maniera vincente.

La sezione dedicata allo sviluppo (Development) ha inizio con l'articolo di Salerno et al. in cui è presentata una struttura di modellistica partecipata articolata in 5 moduli, basata sulle necessità dei portatori d'interesse locali e che combina metodologie hard and soft, applicata in due casi di studio (SNPBZ e CKNP). Un modulo di ricerca orientata alla gestione è stato creato allo scopo di generare conoscenza che sia non solo basata sull'evidenza scientifica ma anche rivolta ai portatori d'interesse. L'articolo di Daconto e Sherpa descrive in dettaglio l'applicazione del primo di questi cinque moduli nel Parco del Sagarmatha, dove il processo partecipativo ha avuto avvio con l'uso della tecnica dello Scenario Planning volta a identificare le principali problematiche e dedurre informazioni sui drivers di cambiamneto più significativi. Un Decision Support System Toolbox (DST) come strumento per assistere i portatori d'interesse e decisori nelle fasi modellistiche è presentato in Bajracharya et al.

Nella sezione dedicata alla ricerca (Research), Salerno et al. e Manfredi et al. presentano i risultati di una serie di ricerche management-oriented condotte nel Parco del Sagarmatha su energia, foreste, problemi legati alla salute umana, rifiuti solidi e inquinamento acquatico, oltre che dello sviluppo dei rispettivi modelli socio-ecologici. Gli scenari modelistici sono stati sviluppati in collaborazione con i portatori d'interesse localei, con l'obiettivo di creare consenso e supportare i decisori nella loro abilità non solo di rispondere al cambiamento in atto ma anche di anticiparlo. Su scala regionale, l'importanzaa di adottare standard internazionali in contesti montani remoti viene sottolineata nell'articolo di Bajracharya et al., che propone una standardizzazione delle legende d'uso del suolo utilizzando il sistema di classificazione di FAO/UNEP (LCCS) così da armonizzare differenti nomenclature/legende usate nella regione.  Altri articoli di ricerca presentano invece i risultati di una cooperazione scientifica transfrontaliera, che rappresenta un passo cruciale verso l'adozione di pratiche ambientali sostenibili. Giardino et al. presentano infatti i risultati di un'analisi comparativa delle condizioni limnologiche sui versanti nord e sud del Monte Everest per la valutazione della qualità dell'acqua dei corpi lacustri glaciali. La sezione si conlude con una presentazione dei risultati di una ricerca management-oriented condotta nel Parco Nazionale del Central Karakorum,in Pakistan, sull'analisi delle acque di scioglimento del ghiacciaio Hinarche da cui dipende l'agricoltura di un'intera valle attraverso canali di irrigazione e corsi d'acqua.

Questo Numero Speciale di MRD è disponibile online e di accesso pubblico su:
http://www.bioone.org/toc/mred/30/2
 

 
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