
Il Comitato Ev-K²-CNR promuove e sviluppa attività di ricerca in aree remote d’alta quota da oltre 15 anni, svolgendo un ruolo altamente professionale di supporto organizzativo e logistico ai gruppi di ricerca, nonché promuovendo azioni progettuali proprie. Nel prossimo triennio, basandosi sull’esperienza accumulata dal vasto gruppo di ricercatori del Progetto Ev-K²-CNR, si propone di far convergere gli studi su temi interdisciplinari di grande significato scientifico internazionale ma con una sensibilità maggiore verso ricadute applicative e sociali.
Seguendo tale indirizzo il Comitato ha dato incarico al proprio Consiglio Scientifico di elaborare una proposta di progetto dal titolo: “Ricerca Scientifica, Tecnologica e Capacity Building nelle regioni dell’ Hindu Kush, Karakorum e Himalaya”, da realizzarsi nell’arco dei prossimi 3 anni (2003-2005).
I singoli progetti scientifici che compongono la Proposta di Attività di Ricerca 2003-2005 sono stati elaborati tenendo conto delle linee guida strategiche individuate dal Comitato Ev-K²-CNR, essenzialmente tendenti a:
sviluppare studi di eccellenza che possano confrontarsi con le migliori ricerche condotte in ambito internazionale;
individuare progetti di grande portata, in accordo con i programmi delle grandi organizzazioni scientifiche internazionali (WHO, WMO, UNEP, ICIMOD, IUCN, ecc.);
privilegiare l’interdisciplinarietà, definendo sempre con chiarezza i prodotti previsti e la trasferibilità dei risultati;
ampliare gradualmente l’ambito territoriale di interesse a tutta l’area dell’Hindu Kush, Karakorum e Himalaya.
Il programma che ne è emerso recepisce tutte le principali linee guida che le Nazioni Unite hanno individuato per le attività riguardanti le aree montane della terra, identificate nell’ambito nelle celebrazioni del “2002 – Anno Internazionale delle Montagne” (AIM). Gli obiettivi dell’ONU per il 2002 – AIM, infatti, sono stati adottati anche dal Comitato Ev-K²-CNR come principi fondamentali nella stesura della presente proposta:
promuovere lo sviluppo sostenibile delle regioni di montagna;
migliorare la qualità della vita degli abitanti di tali regioni;
proteggere il fragile ecosistema montano.
Gli obiettivi individuati dal Comitato per il prossimo triennio sono tecnicamente e scientificamente possibili nell’ipotesi che vengano assicurate le necessarie risorse umane e finanziarie. Tuttavia, proprio per tener conto di discrasie nella realizzazione delle singole ricerche, il Progetto è contemporaneamente "flessibile" ed "adattabile", in quanto prevede una successione temporale dei vari studi, con obiettivi prioritari ed obiettivi “condizionati”, che dipendono cioè dalla preventiva realizzazione dei primi ed eventualmente completabili anche in un periodo successivo a questo triennio. In alcuni casi il conseguimento degli obiettivi potrà anche dipendere dal potenziamento strumentale, in Piramide o in altri siti di ricerca.
L’attività di ricerca potrà e si dovrà muovere oltre i tradizionali ambiti geografici del Progetto Ev-K²-CNR seguendo le necessità di studio e di trasferibilità dei risultati richieste dalle tematiche trattate. Alcuni progetti di ricerca previsti nella Proposta verranno svolti presso il Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide in Nepal; altri verranno realizzati invece nelle zone montane circostanti. La replica di meccanismi consolidati e di esperienze acquisite in altre zone vulnerabili delle montagne dell’Asia, si avvarrà anche della collaborazione con Enti regionali, in particolare con l’ICIMOD (International Centre for Integrated Mountain Research), a garanzia di una migliore trasferibilità dei risultati scientifici, sia a beneficio degli ambienti e dei popoli locali, sia per la comunità scientifica internazionale.
Per meglio raggiungere l’obiettivo di trasferire le conoscenze scientifiche e così favorire una “capacity building” dei popoli locali, e per fare sì che le attività di monitoraggio ambientale e di studio socio-economico, culturale e delle tradizioni locali, già consolidate sul territorio nepalese, e in particolare nella regione “simbolo” dell’Everest, possano essere ampliate e avviate in altre zone dell’Hindu Kush, Karakorum e Himalaya, il Comitato Ev-K²-CNR auspica che l’Italia avvii una collaborazione formale con l’ICIMOD. Questa partnership valorizzerebbe e permetterebbe di estendere a tutta l’area himalayana la consolidata esperienza di ricerca in alta quota maturata nell’ambito delle attività del Comitato Ev-K²-CNR in settori scientifici come la meteorologia, il monitoraggio dei cambiamenti climatici, la gestione delle risorse naturali e nell’area della formazione e della capacity building, dando all’Italia l’opportunità di mettere in atto iniziative concrete verso il raggiungimento degli obiettivi indicati nel paragrafo 40 del Piano di Implementazione[1] adottato a Johannesburg durante il “World Summit on Sustainable Development” e nella “International Partnership for Sustainable Development in Mountain Regions”[2].
Tra le aree di intervento indicate come prioritarie nel Piano Strategico di ICIMOD per il prossimo triennio, aree in cui il Comitato Ev-K²-CNR ha già un’esperienza consolidata, possiamo elencare le seguenti:
gestione delle risorse naturali, tutela e conservazione della biodiversità, gestione dei terreni agricoli e dei pascoli, gestione dei bacini imbriferi;
promozione del turismo sostenibile;
promozione dell’utilizzo di sistemi di energia rinnovabile;
gestione delle risorse idriche e gestione del rischio, cambiamenti climatici e rapporto con i laghi glaciali ed i ghiacciai, previsione e gestione del dissesto idrogeologico;
sviluppo di un’infrastruttura informativa territoriale per la zona, sviluppo di programmi di formazione nel settore delle nuove tecnologie e utilizzo di Internet anche per scopi come l’e-learning e l’e-governance;
promozione di un’armonia culturale attraverso politiche di inclusione rispettose delle diversità.
Attorno a questi temi si auspica la creazione di una partnership mirata, una collaborazione tra Enti che possa sfruttare le esperienze maturate nel campo dello sviluppo e della ricerca scientifica, ottimizzando le risorse nonché valorizzando e promovendo l’expertise italiana in questi settori.
Per garantire l’ottimizzazione delle varie attività, i progetti proposti dovranno privilegiare un approccio interdisciplinare e trasversale tra le Aree tematiche del Comitato Ev-K²-CNR (Fisiologia e Medicina, Scienze Ambientali, Scienze della Terra, Scienze Antropologiche, Comunicazione e Sviluppo, Tecnologie Ecoefficienti e Sistemi di Gestione Ambientale). Secondo tale approccio, sono pertanto già stati identificati due progetti integrati:
Progetto GIS del Parco Nazionale di Sagarmatha
Progetto integrato di monitoraggio climatico, ambientale e geofisico: Himalaya Karakorum Environmental Monitoring Network (HiKemNet)
Il Comitato Ev-K²-CNR, trovandosi a gestire una delle più importanti basi di ricerca d’alta quota sulla Terra posizionata in un sito continuamente al centro dell’attenzione mondiale, deve anche prevedere il continuo aggiornamento delle dotazioni tecniche del Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide. In questa direzione opera la sezione di ricerca dedicata alle tecnologiche ecoefficienti che si propone di incrementare la sperimentazione dell’affidabilità delle nuove tecnologie grazie a collaudi reali in condizioni estreme difficilmente riproducibili artificialmente, mentre l’esperienza acquisita nella gestione di sistemi di monitoraggio in postazione remota come la Piramide, verrà sfruttata per attivare altre stazioni di monitoraggio offrendo ospitalità ad Enti ed Istituti di ricerca ed un supporto tecnico e di personale in grado di garantire una vigilanza su tutto l’arco dell’anno.
Il Comitato Ev-K²-CNR nel triennio 2003-2005 si propone infine di potenziare ulteriormente il settore della diffusione dei risultati su tre livelli:
quello più propriamente scientifico, attraverso un meccanismo in grado di premiare i Ricercatori, ad esempio in termini di maggiore supporto alle loro attività, in cambio della pubblicazione in periodici o collane di libri di elevato prestigio internazionale;
quello rivolto ad un pubblico più vasto, curando in particolare i diversi strumenti di comunicazione: sito Internet, newsletter, pubblicazioni, partecipazione a convegni e manifestazioni scientifiche e culturali;
quello più propriamente dedicato al settore specifico del mondo della montagna, anche quale ideale prosecuzione del lavoro avviato con l’Anno Internazionale della Montagna 2002.
Se quanto previsto potrà essere realizzato, nelle zone montuose dell’Asia il Progetto Ev-K²-CNR nel 2003-2005 rappresenterà un fondamentale punto di riferimento della capacità di ricerca, di trasferimento dei risultati scientifici, delle capacità tecnologiche e della cultura italiane.
[1] Documento finale sullo sviluppo sostenibile presentato e ratificato durante il Vertice di Johannesburg, che contiene un intero paragrafo dedicato alle zone montane. In questo paragrafo (il Paragrafo 40) vengono delineate le azioni indispensabili per la salvaguardia di questo importante e fragile ecosistema.
[2] La Partnership Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile delle Montagne rappresenta lo strumento operativo per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle aree montane. Sono stati presentati ufficialmente a Johannesburg alcuni progetti italiani, uno dei quali interesserà l’area himalayana e sarà realizzato anche in collaborazione con il Comitato Ev-K²-CNR.